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Premio Martinicca: Arte & Poesia
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Volendo rinnovare il tradizionale convivio squisitamente fiorentino tra la buona cucina e la buona cultura, è nato nel 2008 fra i tavoli del ristorante La Martinicca in via del Sole l’omonimo Premio dedicato all’Arte e alla Poesia.
Assegnare il “Premio Martinicca” ad una personalità della cultura potrebbe apparire indelicato o addirittura provocatorio, se si rammentano certi traslati popolari che associano questo congegno frenante per carri e carrozze ad individui di modeste qualità intellettive. Infatti, veniva detto, di una persona non al passo coi tempi, che era “ più indietro delle martinicche”, in relazione ai ceppi dei freni situati sulle ultime ruote del carro.
Mentre un individuo duro di comprendonio era bollato come “più duro d’una martinicca”, in attinenza al faticoso azionamento del congegno frenante. Tuttavia, dovendo far di necessità virtù, questo Premio nato nelle salette del centralissimo ristorante fiorentino ha trovato il modo di motivare, pur costeggiando il paradosso, la fedeltà al nome che lo ospita, ribaltando in positivo le antiche allusioni e fregiarsi dell’onere che il termine comporta, così come i pittori macchiaioli e i fauves si erano riconosciuti nei rispettivi epiteti creati dalla critica.
Il ‘paradosso’ si può spiegare con la funzione stessa della martinicca: la quale, nelle ripide discese, permetteva al veicolo di mantenere la via senza finir fuori strada. O porre freno, quando i tiri di briglia non bastavano, alle improvvise bizzarrie dei cavalli. Dunque, nella funzione salvifica di questo primitivo congegno si può intuire anche una metafora di vita, consistente nel monito di saper frenare davanti ad un pericolo e procedere con accortezza in situazioni complicate e non chiare.
“Adelante Pedro, con juicio”, fa dire Manzoni ne I Promessi sposi al cancelliere Ferrer rivolto al suo cocchiere, mentre la carrozza diretta al palazzo del Vicario fendeva la folla tumultuante per il rincarato prezzo del pane. Manzoni non dice se Pedro, nell’abilità di far avanzare con ‘giudizio’ i cavalli impauriti, riuscisse a controllare la situazione con le sole redini ed il sapiente mulinar della frusta, o non fosse invece ricorso, per non travolgere qualcuno e far degenerare la situazione, anche a qualche opportuno tiro di martinicca. Non lo dice, ma a noi piace pensarlo, tanto che abbiamo eletto la frase a motto del Premio.
Così, per traslato, l’ “adelante con juicio” è divenuto indispensabile dote per procedere lungo il percorso della vita senza farsi tentare da scorciatoie che potrebbero portar fuori strada rischiando la rotta del collo, e a maggior ragione per un artista, scrittore, poeta o uomo pubblico.
Homo faber fortunae suae: in questo proverbio latino sta appunto la capacità di sapersi districare tra le insidie della vita e mantenere il proprio percorso senza finir fuori strada. Anche per merito - e a questo punto dobbiamo crederlo- di qualche opportuno tiro di martinicca.
Marco Moretti
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